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Terza dichiarazione: |
Incompatibilità assoluta della Fito-Terapia con la Chemio-Terapia |
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In
futuro bisognerà valutare gli aspetti legali del Medico che sottoponga il
Paziente a Chemio-Terapia di Prima Linea, senza aver prima tentato l'nduzione
di Immuno-Terapia con Fito-farmaci. Nessun
paziente, se già sottoposto a CH.T, dovrebbe essere sottoposto alla
lunga, complessa e impegnativa multi-terapia descritta in questo lavoro,
poiché l'impiego della CH.T. toglie qualsiasi valenza curativa
soprattutto nei confronti della Immuno-Terapia (vedi cap.4). E' però
ammessa la libertà di eseguire comunque tentativi d'Immuno-Terapia da
parte del medico, per ragioni umanitarie, premessa la non certezza di
condurre a guarigione il paziente causa i pesanti danni subiti a causa
delle precedenti sedute di CH.T.: ciò vale anche nel caso di CH.T. a
basso dosaggio somministrata per bocca, fatto quest'ultimo di utilizzo
anche in terapie anti-neoplastiche oggi definite "alternative"
poiché caratterizzate da Somatostatina-Octreotide, etc…. Spesso,
infatti, la CH.T. viene eseguita anche a domicilio del paziente stesso
tramite prescrizioni di pastiglie, capsule o compresse (Alkeranâ
da 5 mg, Endoxan Astaâ
da 50 mg, Lastet capsuleâ
da 25, 50, o 100 mg, Leukeranâ
da 5 mg, Linfolysinâ
da 2 mg, Methotrexateâ
da 2,5 mg [nota: di quest'ultimo chemioterapico è consentito l'impiego,
secondo Prontuario Farmaceutico Italiano, anche per l'Artrite reumatoide
dell'adulto], Myleranâ
da 2 mg,
Purinetholâ
da 2 mg, Vepesidâ
da 50 o 100 mg). In
ogni caso, la somministrazione orale di queste pastiglie ha delle
gravissime conseguenze, poiché il sistema immunitario a livello
gastro-intestinale è il più sviluppato di tutti, dato il carico
antigenico a cui l'organismo vienne esposto: la superficie cutanea è
infatti soltanto di 2 metri quadrati, la superficie polmonare è di 80
metri quadrati, mentre la superficie gastro-intestinale raggiunge i 300
metri quadrati. Il sistema immunitario gastro-intestinale, essendo
estremamente sviluppato, giustifica l'azione di molti fito-terapici dati
per via orale allo scopo d'indurre una immuno-stimolazione specifica o
aspecifica verso particolari antigeni naturali presenti in alcune specie
di piante (vedi cap.4.c ), ma spiega anche la sua estrema vulnerabilità
alla stessa CH.T., poichè questa conduce ad una graduale alterazione dei
tessuti della mucosa intestinale (soprattutto colon) a causa della morte
dei linfociti presenti nei linfonodi mesenterici, nelle Placche di Peyer,
nella Lamina propria etc… Questa alterazione determina non solo la
graduale alterazione della funzionalità del tessuto linfatico presente
sulla mucosa intestinale, ma anche il graduale blocco delle strutture
linfo-immunitarie poste a distanza, con loro successivo esaurimento
funzionale. La
TERZA DICHIARAZIONE è pertanto così riassumibile: A)
La Fito-Terapia, essendo basata sostanzialmente
sull'Immuno-Terapia, cioè sull'attivazione della Cascata Immunitaria dei
Linfociti, non dovrebbe essere eseguita in pazienti in trattamento con
Chemio-Terapia, o che abbiano eseguito in precedenza la stessa
Chemio-Terapia, causa il probabile insuccesso terapeutico. E' però ammessa la libertà
di eseguire comunque tentativi d'Immuno-Terapia da parte del medico, per
ragioni umanitarie.
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