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Un aspetto particolare riguarda i farmaci, i
fito-farmaci, le sostanze vitaminiche o minerali, o di altro genere,
aventi capacità anti-tumorale selettiva sulle sole cellule tumorali,
tramite induzione di Apoptosi o Pseudo-Apoptosi come le bacche di Pittosporum tobira e di Chamerops
excelsa (84), l'Emodina -Aloe (333, 487),
le vitamina A, D, E, (vedi cap.6), la Bromocriptina, l'estratto metanolico
di fiori di Hypericum perforatum,
il Vaccinium vitis idaea, la Bacopa
monnieri (640), e molte altre, tutte raccolte in
particolari estratti ad uso terapeutico, non solo come piante a potenziale
uso apoptotico o pesudo-apoptotico, ma anche come piante immuno-stimolanti
(cap.4), e/o ad azione anti-ossidativa (vedi cap.9). Apoptosi Per Apoptosi s'intende l'attivazione di endonucleasi specifiche che frammentano il DNA, agendo a livello di siti nucleosomiali costituenti l'unità strutturale primaria della cromatina nucleare della cellula. Le molecole d'induzione, in genere di derivazione fito-chimica, inducono l’Apoptosi nella cellula neoplastica, mediante l’attivazione di enzimi proteolitici intracellulari, che provocano degradazione per proteolisi di sequenze vitali del DNA, e provocando così la morte della cellula per Apoptosi. In terapia anti-neoplastica tali molecole devono essere selettive per le sole cellule tumorali, evitando la loro incorporazione in cellule sane. L'esperienza clinica iniziale ha già individuato nell'Emodina, contenuta nell'Aloe, un buon esempio di molecola particolarmente selettiva per certi tipi di tumori umani, analogamente alle vitamine A, D, E. Pseudo-Apoptosi Esistono anche sostanze vegetali (e forse anche di derivazione farmacologica per sintesi chimica) che hanno la capacità di essere assorbite da molecole di membrana presenti esclusivamente su determinate cellule tumorali umane, di essere quindi introdotte all'interno della cellula malata. Poiché tutte le membrane cellulari hanno identica struttura, tali molecole vengono anche assorbite a livello della membrana lisosomiale, danneggiandola. De Duve (84) aveva definito i lisosomi come "vescicole suicide", poiché, se la loro membrana viene danneggiata da agenti tossici, diventa permeabile agli enzimi in essi contenuti, che così digeriscono la cellula stessa. Tale fenomeno ricorda parzialmente quello dell'Apoptosi: in pratica, un suicidio cellulare indotto da enzimi presenti nel DNA stesso della cellula, cioè l'attivazione di endonucleasi specifiche che frammentano il DNA, agendo a livello di siti nucleosomiali costituenti l'unità strutturale primaria della cromatina nucleare della cellula (vedi anche: Emodina-Aloe). Ma, in questo caso, sono invece delle molecole estranee che interferiscono con l'integrità di membrana dei lisosomi, anziché con la struttura del DNA, come ad esempio nel caso delle bacche di Pittosporum tobira e di Chamerops excelsa (84). L'autore del presente lavoro preferisce quindi adottare il termine di Pseudo-Apoptosi, allo scopo di meglio differenziare tale meccanismo dall'Apoptosi vera e propria indicata sopra. Poiché
tali effetti anti-neoplastici (Apoptosi e Pseudo-Apoptosi) sono svincolati
dall'attivazione immmunitaria come detto sopra (cap.4), e poiché tale
azione biochimica ricorda parzialmente la CH.T. tradizionale, nel senso
cioè di una semplice somministrazione farmacologica per via orale o
endovenosa, ma in questo caso del tutto priva di gravissimi effetti
collaterali sul resto dell'organismo (e in specie, sulle stesse difese
immunitarie del paziente), queste nuove sostanze possono essere
catalogate, a parere dell'autore del presente lavoro, come farmaci ad
azione bio-chemioterapica. Nota: non è ancora noto in maniera più precisa, se
esiste un meccanismo d'induzione di Apoptosi o di Pseudo-Apoptosi su
tumori umani anche con le seguenti piante: Urtica
dioica e Lamium album
per il tumore dello stomaco, i tumori della sfera genitale femminile, i
linfomi e le leucemie; l'Acalypha
indica per i tumori polmonari, la
Malva silvestris o vulgaris
per il tumore della laringe; la Cetraria
islandica per il melanoma, il sarcoma osseo, e diversi tipi di
carcinoma, l'Epilobium parviflorum per il tumore della prostata e della vescica;
il Catheranthus roseus per i
linfomi, la corteccia di Betula alba
(Betulla o Albero della Saggezza) per il melanoma (acido betulinico), la Salvia
officinalis per i linfomi, le leucemie e il carcinoma del pancreas
(controindicata invece nel tumore della mammella), la
Melissa monarda e la Melissa
officinalis per il Glioma, l'Asparagus
racemosus per il carcinoma epidermoide umano e il carcinoma del
rinofaringe, la Sticta pulmonaria o Lobaria
pulmonaria, la Glechoma
hederaceum per il melanoma, il sarcoma osseo, e diversi tipi di
carcinoma, l'Euspongia officinalis
per i linfomi, il Curculigo
orchiodes per le leucemie, l'Acorus
calamus per il carcinoma gastro-intestinale, la Rumex
acetosa per il carcinoma gastrico, l'Equisetum
arvense per linfomi, leucemie e
carcinoma pancreatico, l'Equisetum
hiemale per tumori polmonari dei
reni e della vescica (nota: forse entrambi i tipi di Equisetum sono in realtà sovrapponibili fra loro), La
Chimaphila umbellata per tumori della sfera genitale maschile e
femminile, la Galium aparine per
il carcinoma della lingua, l'Artemisia absinthium per il carcinoma gastro-intestinale, l'Artemisia
abrotanum per la carcinosi peritoneale da tumori gastro-intestinali,
la Plantago major per il melanoma, il sarcoma osseo, e diversi tipi di
carcinoma, l'Alchimilla alpina e
vulgaris per i carcinomi della sfera genitale femminile,
il Meum mutellina per il
melanoma, il sarcoma osseo, e diversi tipi di carcinoma, la Bacopa monnieri per i sarcomi, la Pimpinella major e saxifraga
per carcinomi della cavità orale, del collo, e della laringe, la Momordica
charantia contro la leucemia, il Verbascum
thapsus o densiflorum per il
melanoma, il sarcoma osseo, e diversi tipi di carcinoma, fiori officinali
di Trigonella foenum graecum (solo in infuso) per linfomi, leucemie e
carcinoma pancreatico, la Sida
cordifolia per leucemia, sarcoma e carcinoma del rinofaringe, l'Erithrea antaurium per il carcinoma gastro-intestinale, la Serenoa
repens per il carcinoma prostatico, l'Uncaria
tomentosa per alcuni tipi di
leucemie, il Marasdenia cundurango
per il carcinoma gastrico, l'Argyreia
speciosa (o Lettsomia nervosa),
l'Aquilaria agallocha, la Grindelia
camporum o squarrosa, l'Althaea
officinalis, l'Argemone mexicana,
il Cinnamomum zeylanicum, il Myroxylon
balsamum, la Mahonia aquifolium,
la Pulmonaria officinalis, la
Bambusa arundinacea, la Rubia
cordifolia, la Polygala senega,
la Tussilago farfara, la Smilax
sarsaparilla o utilis, il Citrullus
colocynthis, l'Albizzia lebbek, il Celastrus scadens,
l'Oenanthe aquatica, la Myrica cerifera,
la Nepeta cataria, il Taraxacum
officinalis, la Teucrium
scorodonia e il Teucrinum marum,
la Galphimia glauca, l'Adiantum
capillus veneris, la
Drosera rotundifolia, o anglica,
o intermedia, l'Annona squamosa,
il Thymus serpillum,
il Sysymbrium officinale,
la Larrea mexicana, l'Aralia racemosa,
l'Amaranthus hypocondriacus, l'Actinidia
chinensis, il Crocus sativus,
la Phytolaccia decandra, il Buxus
sempervirens, la Viola tricolor,
la Sambucus nigra, il Laurus nobilis, la Tephorosia
purpurea, la Myristica fragrans
e sebifera, la Tabebuia impetiginosa, l'Eclipta
alba, l'Ailantus glandulosa,
l'Aristolochia clematitis, il
Rosmarinus officinalis, il Thymus
vulgaris, l'Hyssopus officinalis, la Luffa
operculata, l'Apium graveolens, l'Artemisia dracunculus,
l'Artemisia vulgaris,
l' Artemisia cina, l' Artemisia
glacialis, l'Artemisia mutellina,
l'Artemisia spicata, il Crataegus
oxyacantha o monogyna, il Chondrus crispus, il Panax
ginseng, l'Hydrastis canadensis,
la Tinospora cordifolia, l'Emblica
officinalis, la Moringa
pterygosperma, l'Eupatorium
perfoliatum, o purpureum, la
Glycyrrhiza glabra, la Morinda
citrifolia,lo Xantoxilum
fraxineum, il Trifolium
pratensae, l'Arctium
lappa, l'Ulmus rubra, il Senecio
aureus, la Rhodiola rosea, la Rumex
crispus, la Boswellia serrata,
il Rheum palmatum o officinale, l'Echinacea
purpurea, angustifolia e/o
pallida, l'Astragalus membranaceus, il Lycopodium
clavatum, il Tribulus terrestris,
la Picramnia antidesma, la Cassia
angustifolia, la Rhamnus sagrada
o purshiana, il Rhamnus frangula,
la Terminalia chebula, l'Ocimum
basilicum, sanctum o tenuiflorum, la Capparis
spinosa, la Lonicera coprifolia, il
Cardamine pratensis, il
Carpinus betulus, la Carlina
acaulis, la Curcuma longa, il Croton
draconoides (forse tossico, analogamente al Croton tiglium), la Holarrhena
antidysenterica, il Lepidium
meyenii, lo Stachys arvensis,
il Polygonum aviculare, il Geranium
robertianum, il Myrtus communis,
la Thuya occidentalis, la
Melaleuca alternifoglia, la Cinchona
calisaya o succirubra, la Azadirachta
indica, e altre piante, tutte costituenti una discreta quantità di
circa 150 specie, proposte dall'autore del presente lavoro (dati
riservati).
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